Le educatrici trascorrono molto tempo con i bambini al nido e hanno l’opportunità di osservarli a lungo in contesti differenti. Possono perciò notare cambiamenti e cogliere segnali di benessere o malessere ove ci fossero. Quando si parla di segnali, si intendono tutte quelle piccole sfumature che ci lasciano intendere ci sia qualcosa di più significativo alla base.

Solitamente il malessere del bambino viene comunicato attraverso il corpo e le manifestazioni emotive: pianto, urla, rabbia, insofferenza… Ma non solo, quando cambia il modo di mangiare, cambia l’approccio al gioco o alle nuove proposte di attività, quando fa fatica ad addormentarsi, sono tutti segnali che possono essere facilmente colti dalle educatrici e dalle persone che condividono con i bambini la routine giornaliera.
È qui una stesura molto generale, che non ha alcuna pretesa di entrare nel particolare; sta alle persone che sono a contatto con il bambino, che lo vivono e lo conoscono giorno per giorno, notare e cogliere i segnali più particolari e le sfumature anche più intime in positivo o negativo. L’osservazione al nido è parte integrante e fondamentale per il lavoro educativo, è uno strumento privilegiato per le educatrici, un modo prezioso per conoscere e per capire.
Vediamo in che contesti ci si può orientare per trovare il manifestarsi di segnali di malessere del bambino:
- Gioco. Il bambino che non gioca segnala il suo disagio nel contesto e/o nella relazione. Il gioco è un contesto privilegiato di osservazione e conoscenza per l’educatore. È uno spunto prezioso per entrare in relazione con il bambino e capirlo.
- Cibo/alimentazione. Quando il bambino rifiuta il cibo ci sta segnalando uno stato di malessere, che può essere fisico (malattia/influenza etc..) o emotivo. L’inappetenza, se non è legata ad un momento di cattiva salute fisica, è un segnale che può allarmare. Rifiutare l’alimentazione è un po’ come rifiutare la vita, il nutrimento è un bisogno fisiologico primario, attraverso il cibo si acquisisce energia e sostegno. In tenera età il rapporto cibo-emozioni è molto evidente.
- Sonno. Un altro momento molto delicato: lasciarsi andare al sonno e dormire serenamente è un segnale di benessere. Se il bambino fa fatica ad addormentarsi, i risvegli sono critici e manifesta disagio a lasciarsi andare al sonno, ecco un altro segnale importante.
- Novità. L’approccio alle novità è un altro segnale da saper cogliere. Generalmente i bambini sono curiosi e tendono ad esplorare l’ambiente, approcciandosi alle novità con interesse e curiosità. Se il bambino rifiuta un gioco nuovo, una nuova esperienza, può essere che abbia bisogno di rimanere nel “conosciuto”, forse perché in quel determinato periodo è turbato, ansiosi, un evento lo ha fatto stare male, o comunque qualcosa lo ha agitato ed egli ha bisogno di ritrovare serenità nella sua “confort zone”.
