Le cattive concezioni sono cattive letture e rappresentazioni della realtà. Possono non essere agite se si ha la consapevolezza di esse.
Attorno al servizio del nido aleggiano molte concezioni non corrette. Visto come luogo per bambini, un po’ come una nuvoletta galleggiante per alcuni, per altri è un servizio assistenziale, per altri ancora un servizio di intrattenimento o una scuola correttivo-educativa.

Vediamo quali sono le cattive concezioni più comuni.
- Il nido è la prima scuola del bambino. In particolar modo se si concepisce la scuola come “disciplina” e indottrinamento. L’obiettivo principale del nido è lo sviluppo di relazioni significative, e la loro qualità, tra adulti e bambini e tra bambini. Esso è luogo di relazioni. Non serve ad accelerare lo sviluppo del bambino.
- Al nido il bambino impara a stare con gli altri. In realtà il nido è luogo di socialità e non solo di socializzazione. Non è corretto pensare al nido come luogo il cui scopo è quello di far interiorizzare norme e regole .
- Al nido il bambino non cresce viziato. Questa concezione fa pensare ad un adulto che ha difficoltà a porre limiti al bambino e che delega questa fatica ad altri; oltre dare l’immagine di un bambino bisognoso di centralità, invece che affettivo ed esplorativo.
- Al nido impara a comportarsi. Il nido non è un luogo correttivo-educativo.
- Il nido è una struttura assistenziale per donne che sono costrette a lavorare. Il nido è un diritto, per le madri, di vivere la propria maternità senza dover rinunciare ad altri bisogni e realizzazioni personali, sociali, intellettuali. È anche un diritto per il bambino, come opportunità di crescita in una società dove la famiglia spesso non può garantire quei legami che una rete di parentela allargata può dare.
- Al nido il bambino fa tante attività e non si annoia. Pensare che il tempo dei bambini debba essere riempito di cose “utili” e di attività è scorretto. Il bambino sovraccaricato di attività e di impegni non ha tempo di “prendersi il suo tempo” di imparare a gestirlo, anche di annoiarsi. Ancora una volta: il nido è luogo di relazioni.
