IL NIDO : CHE LUOGO È E CHE LUOGO NON È.

Spesso le neomamme che si avvicinano per la prima volta a questo servizio non hanno un’idea chiara della funzione del nido, se non che possa sostituire la loro presenza durante le ore lavorative. Si possono chiedere dunque: che luogo è il nido?

Esso dovrebbe essere un luogo accogliente e sicuro per le famiglie, i bambini, le educatrici.

Facciamo ora chiarezza fra ciò che questo luogo non è e ciò che è.

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CHE LUOGO NON È

  • Luogo prettamente cognitivo. Sviluppo emotivo e sviluppo cognitivo procedono parallelamente. È fondamentale per lo sviluppo cognitivo che ci sia un adeguato sviluppo emotivo. Non dobbiamo pensare al nido come ad un luogo esclusivamente di apprendimento, esso è luogo soprattutto di educazione. Il bambino non ha obiettivi prefissati da raggiungere, non ci sono voti e non devono esistere giudizi. Egli ha l’unico “compito” di scoprire e scoprirsi, sperimentare e sperimentarsi.
  • Luogo di parcheggio per bambini. Proprio per la sua valenza educativa e le sue pregnanti relazioni il nido non deve essere percepito dai genitori, dalle educatrici, ma soprattutto dal bambino, come un luogo di transito momentaneo. Questo luogo viene vissuto, e molto, dal bambino, ed è luogo di vissuti emotivi e relazionali importanti. Deve essere un luogo che sa accogliere, tutti.
  • Luogo solo per bambini. Proprio perché esso accoglie tutti, non sarà solo ed esclusivamente per il bambino. Se pensiamo infatti che per il primo anno di vita e non solo il bambino si percepisce un tutt’uno con la madre, come possiamo concepire l’esclusione di essa? Il nido accoglie i genitori, le educatrici, i bambini, le famiglie.
  • Luogo chiuso e statico. Il nido ha la capacità di modellarsi, per la riuscita e lo sviluppo dei fenomeni relazionali che avvengono al suo interno. Esso può incontrare nuovi bisogni per poi adattarsi e soddisfarli.

CHE LUOGO È

  • Luogo di cura. Il lavoro di cura rappresenta l’aspetto qualificante dell’attività educativa con il bambino piccolo al nido, la maggior parte del tempo trascorso in questo luogo è tempo dedicato alla “cura”, sia fisica che psichica necessarie per il benessere e la crescita del bambino. Il lavoro di cura delle educatrici è caratterizzato da intenzionalità e progettualità.
  • Luogo di emozioni e sentimenti. Solo grazie all’educazione emotiva attraverso la relazione con l’altro prende forma l’attività mentale, la rappresentazione di sé e dell’altro. Senza un buon sviluppo emotivo, altre facoltà (come possono essere quella cognitiva o motoria) non possono svilupparsi adeguatamente. È tra 0 e 3 anni che si formano le cosiddette mappe emotive, esse si formano solo con una adeguata cura e ascolto verso le emozioni e il sentire del bambino. Essere visti, essere considerati, essere ascoltati in questa tenera età risulta fondamentale.
  • Luogo di relazioni. Al nido si intrecciano tante relazioni, molte delle quali risultano significative per la crescita e il benessere del bambino. Sono le relazioni tra le famiglie e le educatrici, tra bambini ed educatrici, tra genitori e bambini. La relazione è lo strumento educativo per eccellenza. Chi entra in un nido non può pensare di sottrarsi ad essa.
  • Luogo di affetti. Grandi e significativi sono gli affetti e i legami di attaccamento che si creano al nido. Per eccellenza il legame di affetto che lega il bambino alla sua educatrice di riferimento. Guidato nel distacco dalla figura materna, l’educatrice è la persona con cui il bambino svilupperà un legame  affettivo importante, sia perché lei è un nuovo punto di riferimento, sia perché, va detto, i bambini trascorrono oramai la maggior parte del loro tempo al nido. La relazione affettiva in questa tenera età è fondamentale.
  • Luogo di scoperta e crescita. I primi anni di vita sono gli anni in cui si fanno più scoperte e più conquiste, i bambini scoprono in primis sé stessi, attraverso la relazione con l’ambiente e con gli altri. Lo sviluppo di nuove capacità, la crescita del bambino stesso avviene relativamente in poco tempo. Ogni giorno infatti il bambino fa una nuova scoperta, una nuova sperimentazione, verso lo sviluppo di nuove competenze o capacità.  

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