MEMORANDUM PER EDUCATORI E NON SOLO.

GLI ERRORI EDUCATIVI PIÙ COMUNI CHE È PREFERIBILE NON COMMETTERE.

Scopo generale dell’educazione è far in modo che il bambino acquisisca capacità nell’autoregolazione emotiva e comportamentale. Per fare ciò la relazione affettiva è fondamentale, e perché essa sia buona e significativa deve essere autentica e basata sulla fiducia.

Vediamo ora alcuni errori che adulti ed educatori commettono, spesso inconsciamente, e che possono mettere in crisi sia la relazione educativa che la comprensione e di sé del bambino.

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  • Comportamenti e reazioni incoerenti. Accade quando si hanno reazione diverse rispetto allo stesso comportamento,  questo dipende dall’umore dell’adulto o dal suo stato d’animo. Tale incoerenza non farà altro che disorientare il bambino.
  • Troppi NO! Spesso parliamo con il bambino solo per rimproverarlo o punirlo, dimenticandoci di lodare, valorizzare e premiare i comportamenti positivi, le conquiste e i miglioramenti fatti. Il rinforzo positivo è, come sostiene Skinner, superiore al castigo nel modificare il comportamento.
  • Utilizzo di minacce. Utilizzare le minacce per ottenere un dato comportamento dal bambino non porta alla comprensione dello stesso e può rovinare la relazione. È sicuramente più faticoso spiegare e avere pazienza ma è anche il metodo più sincero per coltivare la relazione affettiva con l’altro.
  • Reazioni esagerate a comportamenti per noi fastidiosi del bambino. Di fronte a comportamenti per noi molto fastidiosi, avere reazioni spropositate o addirittura fuori controllo può spaventare il bambino e fargli avere una percezione sbagliata della gravità di alcuni suoi atteggiamenti. Bisogna ricordare infatti che l’incontro con l’altro e le reazioni che abbiamo con esso ci dicono e suggeriscono qualcosa di noi e non dell’altro. In questo caso, prendere queste “cose fastidiose” e avviare una riflessione è un’ottima scuola per lavorare su se stessi.
  • Punire il bambino invece che penalizzare il comportamento. Punire il comportamento piuttosto che il bambino mette l’accento sull’azione sbagliata e non fa sentire il bambino sbagliato in toto.
  • Non rispettare i tempi del singolo. Non bisogna imporre i propri tempi ai bambini. Spesso essi hanno tempi più dilatati ed è importante rispettarli. Nella gestione del gruppo è sicuramente più difficile rispettare i tempi del singolo, il mestiere educativo è però proprio questo: non imporre ma scoprire e conoscere.
  • Comunicare con il bambino utilizzando un linguaggio irrazionale o non comprensibile. I bambini comprendono molto più facilmente un linguaggio diretto e comprensibile, semplice e privo di espressioni astratte o sarcastiche tipiche della comunicazione tra adulti.  

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