
Potremmo leggere Collodi quante volte vorremmo ma noi adulti non impareremo mai a non mentire. Questo perché crescendo abbiamo capito che si può mentire, anche elegantemente, in più modi: omettendo, dichiarando l’intenzione buona celata dietro una menzogna, utilizzando le cosiddette bugie bianche etc.. Il naso non ci crescerà e le gambe ormai sono lunghe abbastanza. La favola di pinocchio la continuiamo però a raccontare ai nostri bimbi, perché non vogliamo loro mentano a noi.
Spesso genitori e insegnanti, si chiedono come mai i bambini qualche volta raccontino una bugia, non chiedendosi però se forse i primi a mentire siano stati loro.
Bisogna essere chiari, le bugie dei bambini e le bugie degli adulti sono diverse per motivazioni, intenti e coscienziosità, sono mosse da ragioni molto differenti e non sono paragonabili.
Se vogliamo che i nostri bambini non ci mentano dobbiamo creare innanzitutto un rapporto di fiducia solido. Esso non può che basarsi su verità e autenticità.
Quando si parla ad un bambino si parla prima di tutto ad una persona; solitamente molto più curiosa di noi, che sta prendendo le misure della realtà in cui vive, che vuole conoscere e sapere, per sopravvivere e vivere al meglio nel suo ambiente di vita. È importante dunque rispondere ai quesiti dei bambini in modo semplice e veritiero.
MA COME MAI GLI ADULTI MENTONO AI BAMBINI?
A volte perché la realtà sembra brutta o triste e vogliamo che i nostri bimbi siano sempre sorridenti e privi di preoccupazioni. Si mente insomma perché si vuole la felicità dell’altro.
A volte si mente perché si pensa al bambino come ad una persona limitata, che non può capire, che non può comprendere. Questa è una visione abbastanza diffusa, figlia però di una cultura antiquata e retrograda. Oggi infatti sappiamo, grazie a numerosi studi (soprattutto le neuroscienze),che il bambino non è affatto un soggetto passivo della realtà, ma è un soggetto attivo. Egli comprende e comincia a prendere le misure con l’ambiente che lo circonda già nei primi mesi di vita. Se mentiamo ad un bambino perché non lo riteniamo all’altezza della nostra comprensione commettiamo un grave errore. Egli si sentirà stupido, incapace di capire, non all’altezza. Questo sentire che gli restituiamo lo accompagnerà anche nelle altre relazioni, limitandolo alla comprensione dell’altro, di se stesso e dell’ambiente che lo circonda, non solo in tenera età.
Se trattiamo un bambino come uno stupido egli si comporterà come uno stupido, soprattutto per non deludere le nostre aspettative.

Con l’acquisizione del linguaggio, che avviene all’incirca dai 12 mesi di vita, il bambino ci restituisce la sua visione del mondo e comincerà a porci molti quesiti a riguardo. A volte sembreranno quesiti banali o stupidi, perché noi abbiamo già acquisito una visione della realtà e dell’ambiente che ci circonda. Non bisogna sottovalutare le loro domande, né mentire loro, o almeno farlo il meno possibile, perché i bambini capiscono perfettamente se qualcuno mente, e una volta capito questo, il rapporto perde di fiducia e le vostre parole di credibilità.
Non bisogna mentire ai bambini perché se vogliamo che loro non mentano a noi, siamo i primi che devono essere coerenti con questo pensiero, ricordandoci che l’educazione migliore è sempre il buon esempio.
Non bisogna mentire ai bambini perché essi stanno scoprendo e conoscendo la realtà che li circonda, e se vogliamo aiutarli, non possiamo che affidarci alla verità dei fatti.
Non bisogna mentire ai nostri bambini perché restituendogli una visione della realtà il più possibile veritiera e coerente li aiuteremo ad acquisire consapevolezza e sicurezza che potranno solo che giovargli nello sviluppo delle proprie capacità. Non bisogna mentire ai bambini su emozioni e sentimenti propri; per educarli sentimentalmente ed emotivamente, per aiutarli all’autocomprensione emotiva e a quella altrui.
A volte non abbiamo una risposta per i quesiti dei nostri bambini, e allora con sincerità non possiamo che unirci a loro nella ricerca della comprensione e nella scoperta.. chissà che non ci regalino un nuovo punto di vista sulla realtà.
